Archivia per marzo, 2013

La Turchia è la nuova frontiera

turchia-europaQuando il premier Erdogan assunse la guida della Turchia oltre dieci anni fa, il Paese era nel pieno di una bufera finanziaria e la crisi economica mordeva pesantemente famiglie, banche e imprese. Oggi, è tutta un’altra storia.

Perché, nel frattempo, il Pil turco è cresciuto di oltre tre volte i livelli del 2002 a un ritmo medio annuo di oltre il 5%, ma toccando anche il 9% nel 2010 e registrando un abbassamento del tasso d’inflazione al 6-7% nel triennio, livello straordinariamente basso per la recente storia economica turca. Insomma numeri che fanno della Turchia uno dei più importanti paesi emergenti.

L’internazionalizzazione per uscire dalla crisi

internazionaleIl restare fermi, non investire nell’innovazione e in nuovi mercati porta necessariamente al perdurare dello stato di crisi economica. E’ quindi necessario affrontare i mercati esteri: internazionalizzazione e apertura verso nuovi mercati più dinamici sono le grandi opportunità che le imprese devono necessariamente cogliere per potersi rilanciare.

La crisi ha fatto diventare l’internazionalizzazione una necessità urgente: sia per lo sviluppo che per la sopravvivenza. Abbastanza conosciuti sono le opportunità fiscali ed il diverso costo del lavoro che si trovano all’estero, ma questi sono solo i più semplici vantaggi che si possono trarre dall’internazionalizzazione.